TRAIN TO ROOTS, l’intervista: “Home, la nostra casa”

Ciao Train To Roots, iniziamo con la prima domanda, come mai avete scelto questo nome per la band?

Il nome è stato il risultato naturale dello spirito che ci animava in quel periodo: continuamente concentrati nell’ascolto/studio di gruppi storici e album imperdibili come Handswort Revolution e Tribute to the Martirs degli Steel Pulse o Live at Counter Eurovision dei Misty in Roots; proprio questi ultimi in quegli anni passarono per Sassari e noi ne fummo folgorati …
L’idea iniziale era di omaggiarli chiamandoci Roots Controller come un loro album fenomenale;
Da questa idea è rimasta solo la parola roots, train è arrivata ad indicare la volontà di proseguire dritti come un treno col nostro progetto musicale .

Come vi siete incontrati e come è nata la band?

I musicisti fondatori della band militavano già insieme in un precedente progetto reggae che viene abbandonato dagli stessi per fondare i Train To Roots.

‘Home’ è il vostro ultimo album. E’ un ‘ritorno a casa’?

Home è la nostra casa. È una casa fatta di emozioni, di sensazioni e di ricordi. È un ritorno all’ autoproduzione e al nostro modo di suonare reggae. Home è la casa dove ospitiamo artisti e amici che stimiamo, che con noi hanno contribuito alla realizzazione di questo lavoro. Home è il bagaglio di esperienze di 13 anni di una famiglia che insieme cresce e si sostiene.

Nell’album ci sono anche alcuni brani cantati in italiano. C’è forse la necessità di far arrivare il messaggio a tutti in Italia?

Assolutamente si, ma non solo, scrivere una canzone in italiano che soddisfi le nostre esigenze e’ molto gratificante, e sentirla cantare dai nostri fans lo è ancora di più. Poi ovviamente il messaggio, in Italia, arriva prima.

Tra le date del vostro tour c’è anche la data del Taragna Fest; cosa volete dire a riguardo?

Ormai nella zona di Bergamo possiamo dire di essere come a casa..suoniamo spesso in questa zona..e la gente ci accoglie sempre molto calorosamente..per noi è una soddisfazione vedere la gente che canta sotto il palco le nostre canzoni..anche quelle in sardo!! siamo sicuri che anche la serata del Tatagna fest non sarà da meno..e non vediamo l’ora!!!

Siete impegnati nella promozione del disco o siete già al lavoro su nuove produzioni?

La promozione del nostro nuovo disco è continua sia attraverso ľutilizzo costante dei vari social, il passaparola e naturalmente i concerti, sia attraverso il lavoro della nostra etichetta INRI e della
nostra casa distributrice jamaicana VPAL.
Rimane costante comunque il nostro lavoro a livello di produzione che inevitabilmente durante il lungo tour estivo subisce un rallentamento….Si, stiamo pensando ad un nuovo disco!! La ricerca
costante e la voglia di comunicare stanno alla base del nostro lavoro per cui diventa quasi un’esigenza quella di produrre con una certa costanza.

*Intervista di Alessandra Margiotta

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