ARTISTA ALLO SPECCHIO: LA PAM

Ciao La Pam presentati ai lettori di Music in Black
Ciao a tutti mi chiamo Pamela Minerba, classe 1987. Condivido le mie radici con i migliori artisti salentini come Cesko degli Apres la Classe, Emma, il compianto Pino Zimba, Gabriele Blandini giusto per citare alcuni grandi del panorama musicale di Aradeo. La mia occupazione lavorativa principale mi porta ad utilizzare le cuffie così come il mio entusiasmante hobby dietro la consolle.

Vedo poche dj donne: secondo te qual è la causa di tutto ciò? La pigrizia?
Ritengo sia una questione di attitudine e di predisposizione che ognuna di noi orienta in modo diverso nella vita. Io sono stata sempre attratta dal mondo del djing fin da piccola e non l’ho mai ritenuta una categoria solo per uomini nonostante il mondo dell’intrattenimento sia quasi prettamente maschile. A mio parere la causa potremmo essere, paradossalmente, noi stesse. Tra donne ci si vede quasi con rivalità come se essere una dj dovesse rimanere un’esclusiva oligarchica, ci si sminuisce a vicenda invece di tendere la mano ed incoraggiarsi. La musica è condivisione, divertimento e gioco di squadra. Bisogna emanciparsi anche da qualsiasi schema mentale. Noi donne abbiamo senza dubbio carisma ed energia da vendere più dei nostri colleghi e non dobbiamo mai dimenticare il nostro valore.

Descriviti con 3 aggettivi
Intraprendente, solare e…disordinata.

Cosa pensi della musica che ascoltano oggi i giovanissimi?
Dico sempre che siamo nella stagione della musica prêt à manger. Il mercato offre musica da consumare velocemente, mastichiamo pezzi in serie senza assaporarne l’essenza. Ognuno è figlio del suo tempo. Se penso alla funzione educativa della musica ti direi che non tutto è perduto: ci sono ragazzi che ascoltano musica leggera con gli amici per poi concedersi ascolti più impegnati in solitaria e viceversa.

Hai sogni nel cassetto?
Nonostante sia una tipa molto sognatrice ho una parte pragmatica che prevale spudoratamente. Senza dubbio avere un mixer e due giradischi è stato uno dei sogni nel cassetto diventato realtà.

Il film più interessante che hai visto?
“Il cielo sopra Berlino”. È un film del 1987. La trama è molto esile ma ha un profondo significato metafisico.

La citazione preferita?
È una citazione credo anonima: “mi piace pensare che il sesto senso sia la Meraviglia”. Riflette molto il mio emozionarmi per i piccoli gesti o per le piccole gioie della vita.

Come ti vedi tra 10 anni?
Difficile fare una proiezione futura, è tutto così labile. Vorrei essere circondata dai miei affetti cari che sono sempre i miei punti di riferimento e di incoraggiamento. Mi vedrei sicuramente sempre a fare la dj con maggiore preparazione tecnica, sempre con una marcia in più e con un’inesauribile scorta di entusiasmo.

Se tu potessi trascorrere un giorno con un artista vivo o morto chi sceglieresti?
Sceglierei Paola Zukar: donna, madre, manager dal grande bagaglio musicale e culturale. Mi incuriosisce l’aspetto imprenditoriale della musica, come lavorano le case discografiche e la gestione degli artisti contemporanei.

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