GRUP YORUM: NURGÜL ÇOKGEZICI RACCONTA LA LOTTA CONTRO LA DITTATURA

Nurgül Çokgezici, curda, mediatrice culturale, cresciuta a Milano e da sempre impegnata dalla parte di chi ha bisogno. Sufi e cantante. In questa intervista racconta le sue battaglie a difesa dei più deboli.

Ciao Nurgül. Grup Yorum, sciopero della fame e la morte di due componenti della band turca. Cosa sta succedendo in Turchia?

Innanzitutto Il 20 maggio alle 14:20 si terrà il processo presso la 36ma Corte d’Assise di Istanbul di Bergün Varan e Sultan Gökçek la moglie di Ibrahim, l’ultimo componente che è morto pochi giorni fa, e stiamo portando avanti una campagna per sostenere lei e altri componenti del Gurup Yorum insieme agli AVVOCATI del popolo.  Prima di Ibrahim abbiamo assistito alla morte di Helin BÖLEK  e poi di Mustafa Koçak che è stato processato ingiustamente, condannato all’ergastolo nella testimonianza segreta e desiderava solo di essere processato in modo equo.

Tutto è iniziato da una canzone di Berkin Elvan, un ragazzino turco ucciso dalla polizia durante una manifestazione pacifica, e il gruppo ha voluto omaggiarlo con un brano che ha creato non pochi problemi, infatti quasi tutti i componenti della band sono stati considerati dei terroristi. A seguito di questo evento il governo ha vietato loro di fare concerti ed ha chiuso il centro culturale. I ragazzi hanno risposto con lo sciopero della fame che ha portato la morte di due componenti, l’ultimo il caro Ibrahim dopo 323 giorni di agonia, rimasto senza sangue nel corpo. C’è stata solidarietà in tutta l’Europa dove diversi gruppi ogni sabato hanno fatto lo sciopero della fame anche in segno di protesta, anch’io ho aderito. Poi tutto si è risolto nel peggio per i due poveri ragazzi. Qui a Milano siamo in tanti ma molti hanno paura.

Cosa avete organizzato in supporto a questa situazione?

Il digiuno ogni sabato, poi stanno cercando di sensibilizzare e mobilitare gli enti internazionali e oggi è uscita anche una canzone con diversi artisti in solidarietà per il popolo curdo e per Grup Yorum.

Ho fatto la bellissima scoperta che fai parte dei Sufi. Qualche anno fa ho scritto di loro in un mio libro che ho pubblicato, è un mondo affascinante. Cosa vuoi dire a riguardo?

Sono nata in una zona dove sono in prevalenza aleviti curdi che fanno parte di un ceppo del sufismo (Tasavvuf) e sono cresciuta nel canto di questa “confraternita”, anche se sono di un villaggio convertito al sunnismo ma di tradizione Alevita. Si parla di misticismo, di pace e amore per il prossimo. Venendo in Italia ho sofferto tantissimo mancanza della mia terra e la musica alevita mi ha sempre salvata in ogni circostanza. Nel sufismo ci sono diversi maestri che ci guidano e alcuni di loro si chiamano Dede, come l’artista turco Mercan Dede di cui hai trattato nel tuo libro. È un bellissimo culto dove donna e uomo meditano insieme, non c’è discriminazione, annullano il proprio sesso diventando parte del divino. Voglio citare una frase sufi che mi ha colpita “Se senti delle spine che ti stanno pungendo i piedi, sappi che quelle sono i messaggeri delle rose che stanno arrivando”

Tu canti anche in un gruppo di musica curda, come è nata questa passione?

Io sono una delle soci fondatori dell’associazione Dare.ngo che raccoglie fondi tramite delle serate di beneficienza e che vengono animate con la musica. Uno dei soci fondatori “Alberto” mi ha chiesto di cantare durante questi eventi in un gruppo di musica curda, che rappresenta la mia terra. E da lì è nata questa mia grande passione.

Io ti ho sentita cantare e posso dire che hai una bellissima voce…

(Ride) Ti ringrazio tantissimo.

È difficile essere una straniera oggi in Italia?

Molto, è sempre stato difficile. Sono arrivata qui che avevo 9 anni con un’infanzia difficile durante la quale ho subìto diversi momenti di emarginazione. Però ho trovato anche tante persone bravissime che mi hanno regalato affetto. Mio padre ha sempre creduto in me e mi ha invogliata a studiare per dimostrare che valgo, anche se straniera. Mi ha sempre detto :”Io ho due figli maschi, non so se si laureeranno ma tu sei la figlia femmina, tu devi laurearti, ricordati Nur chi cresce un bambino cresce un uomo ma chi cresce una bambina cresce un popolo, ha il compito di crescere un popolo”.

Un pensiero riguardo “GRUP YORUM: NURGÜL ÇOKGEZICI RACCONTA LA LOTTA CONTRO LA DITTATURA

  • 19 Maggio, 2020 in 4:27 pm
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    ONORE A IBRAHIM,HELIN E MUSTAFÀ E ALL’EROICO “GRUP YORUM”❤️❤️❤️💪💪

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