SHOCK VERY NOISE: CON “PANDEMIA CEREBRALE” LA DENUNCIA AL SISTEMA

Stiamo vivendo uno dei peggiori periodi storici degli ultimi anni in cui un “Regime restrittivo” sta calpestando i diritti fondamentali della costituzione con un susseguirsi di DPCM che, a detta di molti noti avvocati, sono illegittimi. “Strategia del potere, il presidente parla con i suoi decreti legge“. Questo e altro è stato ribadito nel nuovo singolo del gruppo Shock Very NoisePandemia Cerebrale” denunciando ciò che sta accadendo in Italia da due mesi. Persone recluse in casa, libertà fondamentali limitate, stato di polizia, attività chiuse che presagiscono un disastro economico senza precedenti. Una pandemia globale che per i nostri politici era già stranamente “nota”: il 31 gennaio infatti il premier Conte ha firmato una delibera, insieme al Consiglio dei ministri, che dichiarava l’Italia in uno stato di emergenza di sei mesi (fino al 31 luglio) quando il primo caso nel nostro Paese si è verificato solo il 19 febbraio. Da lì un susseguirsi di decreti, ordinanze, annunci, dirette facebook e sciacallaggio mediatico tali da portare le persone in uno stato di confusione e terrore psicologico.

Gli Shock Very Noise non ci stanno e denunciano la loro perplessità e il dissenso: “Situazione tragica per soluzione drastica, ci sono troppe cose che non tornano (…) i tg fomentano e spaventano e controllano“. E ancora: “Tali e quali ogni volta gli argomenti per incutere timore nelle menti” – “Propaganda di regime, sirene come rime; suoni fastidiosi non festeggio il tricolore, rime di sirene sono rime di terrore“.

Parole forti che portano a riflettere proprio nel giorno del 25 aprile nel quale si ricorda la liberazione nazifascista e la conquista della libertà, parola mai così cara in questo periodo. “Coraggio, rabbia per poter cambiare; signora libertà sei preziosa come il pane“.

Gli Shock Very Noise sono: Antonio “Lizard” Carelli alla voce e Poppy “Circuit Element” alla chitarra e basi. In questo brano vediamo anche la speciale partecipazione di Jam P, Una e Gianni Masci.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *