YODER, DJ PNT & DOSEMAN RACCONTANO IL NUOVO PROGETTO ‘HARDCORE ROULETTE 2’ (INTERVISTA)

Venite dalla Sardegna, raccontateci qualcosa della scena rap indipendente Sarda.

Yoder: La Sardegna è piena di artisti, ha una scena propria a parer mio. Nel nostro paese di provenienza, ad esempio, che conta meno di 3000 abitanti, si possono trovare diversi rapper: diciamo che in percentuale potrebbe essere una piccola Milano del rap. Trap, rap, reggae, da quello in italiano a quello in lingua sarda, questo offre casa nostra. Per quanto riguarda gli artisti che mi trasmettono di più, c’è sicuramente Kollera Boy, ovvero mio fratello minore, di cui son il primo fan. Non sono di parte, anche se lo si potrebbe pensare, ma vi invito ad ascoltare qualcosa, per poter capire il livello, non c’è nulla da invidiare ai pezzi grossi del rap italiano.

Dj PNT: Nella nostra isola, sono presenti numerosi rappers indipendenti, molti dei quali sono dei veri talenti che non hanno nulla da invidiare ai big del rap italiano. Anche nella nostra zona ci sono vari rappers, alcuni rappano già da anni e altri si sono avvicinati da poco a questa disciplina. A parer mio, è un bene che ci siano nuove leve ed è giusto stimolare chiunque voglia intraprendere questa strada (rappers,producers) per far si che il rap nel nostro paese non “sparisca” con il passare degli anni. La nostra terra, per quanto riguarda la musica, offre pochissime opportunità, se non nessuna, moltissimi artisti indipendenti non hanno la visibilità che meriterebbero. Partendo da qui è molto
difficile far conoscere la propria musica nel resto del territorio nazionale, ma sono convinto che con la passione, la costanza e l’impegno ogni artista potrà raggiungere il proprio obbiettivo in qualche
modo.

Doseman: La Sardegna, sin dalla fine degli anni ’80, risulta essere una terra che ha dato moltissimo al rap italiano, anche se spesso e volentieri questo viene dimenticato dagli addetti ai lavori! Gli anni ’90 sono stati una conferma. Per quanto riguarda la scena attuale, penso che la situazione sia la medesima: i talenti sono tanti, le possibilità pochissime. Il mare che divide la Sardegna dalla penisola italiana rimane sempre un grosso ostacolo, difficile da superare, per ciò che riguarda la musica. Vivere con la propria musica è quasi utopico, questo scoraggia tanti artisti che se supportati nei dovuti modi, potrebbero offrire delle perle al panorama musicale nazionale.

Questa passione per il rap e per l’hip hop in generale, come nasce? Come vi siete avvicinati al
genere? C’è un artista che vi ha ispirato?

Yoder: La passione, l’arte: esiste intrinseca dentro di noi, ognuno incontra e sceglie quella più adatta per poter esprimersi, per poter dar voce ai propri silenzi interiori, io ho incontrato il rap, faccio rap con la stessa passione con cui un pittore dipinge un quadro o uno scrittore scrive un libro, adoro ogni forma d’arte, farei di tutto, fosse per me. Magari domani mi alzo e ho voglia di scrivere un libro, chissà. Mai dire mai. Tra gli artisti o gruppi che mi hanno influenzato, ne nomino tre: La Fossa, Lord Bean, Mentispesse. Ma ne potrei citare a centinaia.

Dj PNT: La mia passione per la musica hip hop, nasce al periodo delle scuole medie, quando iniziai per caso ad ascoltare dei cd di artisti americani (Eminem,Rakim,Nas ecc.) rimasi subito colpito da quel genere. Da quel momento in poi ho iniziato ad approfondire e ad ascoltare molti altri artisti hip hop,  sia americani che italiani. La cosa che mi incuriosiva di più erano i beats…e dicevo a me stesso : voglio fare questa roba…devo riuscirci (ride). Così nel 2013, all’età di 16 anni, ho iniziato ad avvicinarmi all’arte del beatmaking da autodidatta e con i pochi strumenti che avevo a disposizione. Ho caricato le mie prime strumentali in rete per iniziare a farmi conoscere e, dal 2016 ho iniziato a collaborare con vari artisti della zona. Con il tempo questa è diventata la mia più grande passione.
Le mie produzioni richiamano il suono classico dei 90’s con diverse influenze soprattutto dalla musica soul, jazz, rock ed elettronica. Solitamente nella produzione dei miei beats utilizzo samples presi da diversi generi musicali che poi trasformo in hip hop. Inoltre è mio solito unire gli scratch ai beats nella creazione dei ritornelli e non solo. I producers che sono stati fonte di grande ispirazione per la mia musica e tutt’ora continuano ad esserlo sono: Pete Rock, DJ Premier, 9th Wonder, Marco Polo, Alchemist ecc.

Doseman: La mia passione per l’hip hop in primis, e per il rap, nasce più o meno tra il 2004 ed il 2005: ero un bambino! (Ride) Mio fratello, di qualche anno più grande rispetto a me, muoveva già da qualche tempo i primi passi all’interno di questo mondo, di conseguenza, quando vidi per la prima volta le tag sui muri ed ascoltai qualche esempio di rap italiano e americano, rimasi subito folgorato da questa roba! Ho iniziato a fare freestyle quando ancora frequentavo le scuole elementari. Negli anni ho affinato la tecnica, ho scritto, registrato e rappato nei live. Dopo qualche anno ho incontrato anche il Reggae ed il Raggamuffin, che ho cercato di fondare al rap. Ormai ho alle spalle oltre cinque dischi, tra quelli da solista e quelli registrati insieme alla mia ex crew, la Percezione Ignota
Posse. Potrei raccontare mille aneddoti e mille storie ma finirei per scrivere un romanzo, quindi la faccio breve! Per quanto riguarda gli artisti che mi hanno ispirato, faccio due nomi, uno per il rap, i Sangue Misto, uno per il Raggamuffin, Babaman.

Come nasce Hardcore Roulette 2 e perché questo titolo?

Yoder: È una risposta semplice quanto banale forse, HR nasce da un periodo di rabbia, sfogata su basi Hardcore o introspettive, prodotte da PNT. Hardcore Roulette non ha un perché, doveva essere inciso e basta. Per roulette si può intendere quella russa o il gioco d’azzardo, se le fondiamo assieme, possiamo pensare a questo significato: non giocare, queste parole possono essere pericolose. I periodi neri tolgono, i periodi neri danno.

Dj PNT: Hardcore Roulette 2 nasce per puro caso. Con Doseman e Yoder volevamo fare un “sequel” del primo album (Hardcore Roulette). Così ho iniziato a produrre i beats e loro hanno iniziato a scriverci su. Abbiamo registrato tutto il disco in una mansarda con attrezzatura da pochi soldi perché non abbiamo avuto altre opzioni e mixato tutto in home studio. In questo disco, abbiamo sfogato tutta la nostra rabbia e frustrazione, raccontando i nostri sentimenti sia attraverso i beats e gli scratch, con sonorità hardcore e introspettive, che attraverso i testi, ”crudi” e diretti.

Doseman: Hardcore Roulette 2 nasce dalla voglia di proporre una seconda parte del primo Hardcore Roulette,
pubblicato nel 2017. Con la musica, in primis ci divertiamo, in secondo luogo pensiamo al resto. Il titolo, come per il primo “episodio”, deriva dalle sonorità “pesanti” del disco, ispirate ad un certo  tipo di rap che noi amiamo, soppiantato ormai da tempo dalle sonorità della contemporaneità (che non demonizziamo).

Insieme all’album è uscito il video animato del brano “Bevi”. Raccontateci di cosa parla il brano
e di come è nata l’idea del video.

Yoder: La canzone “Bevi” è nata per raccontare un angolo pericoloso in cui spesso, i giovani e non, si rifugiano, l’alcool: più precisamente il suo abuso. Abbiamo analizzato più che altro i motivi che portano a bere ed esagerare. E come potevamo farlo se non utilizzando dei disegni artistici per descriverlo? Roberta è stata molto brava e ha azzeccato i punti fondamentali nelle sue raffigurazioni; è stata la nostra Matt Groening, trasformandoci in Simpson. Il Bar di Boe è stato un punto chiave, l’idea che ha fatto nascere il video, in quanto rappresenta il disagio, citando Doseman: un tavolo che attende lo squallore.

Dj PNT: La traccia “Bevi” ha un messaggio, diciamo “nascosto”. Non vuole incitare appunto a bere, ma analizza i motivi che spingono un individuo a rifugiarsi nell’alcool e ad abusare di quest’ultimo. Per fare qualcosa di diverso dal solito, abbiamo deciso di rappresentare il brano con dei disegni artistici fatti da Roberta Corrias in arte Satvrnage. Il video nasce partendo dall’idea del bar di Boe, così siamo stati trasformati in Simpson. L’artista ha utilizzato dei colori scuri che si riferiscono al tema cupo e al clima di disagio e squallore descritto nel testo del brano.

Doseman: La traccia “Bevi” nasce per raccontare una situazione di disagio che purtroppo nel mondo colpisce una marea di persone: la dipendenza, in questo rappresentata in particolare dall’abuso di sostanze alcoliche. Nei piccoli contesti come quello del nostro paese, ma anche guardando alla nostra provincia, segnata dalla povertà, è più facile osservare ed analizzare il problema della schiavitù da sostanze. Se ad un primo ascolto questa traccia potrebbe sembrare quasi un invito al bere, il vero significato è l’esatto opposto! Definirei questa traccia una canzone di denuncia sociale. L’idea del video è nata da Yoder, che ci ha suggerito di rivolgerci all’autrice del video, Roberta Corrias, in arte Satvrnage, che con il suo splendido lavoro ha rappresentato questo mix di disperazione ed animazione.

State lavorando su nuovi prodotti discografici? Cosa potete anticiparci?

Yoder: In questo momento mi sto occupando di portare a termine alcune collaborazioni per dei progetti di amici, in seguito continuerò a sperimentare, per poter dar voce alle giornate, emozioni, esperienze vissute. Che sia rap o trap non importa, l’importante è dar voce a sé stessi. Avere una fonte d’ispirazione è sempre importante, che sia il cielo o la propria metà: è anche grazie a loro, soprattutto alla seconda, che ho quasi sempre da scrivere. Sono sicuro, a prescindere da tutto, che questa passione vivrà con me. Nel 2020 uscirà qualcosa di nuovo. Magari un disco a cui darò un titolo un po’ “Gucciniano”.

Dj PNT: Al momento sto collaborando con artisti della zona e producendo nuovi beats che verranno inseriti all’interno di lavori futuri. In quest’ultimo periodo sto sperimentando nuovi sounds (un mix di soul, elettronica, rock & hip hop più o meno) che sono le sonorità che mi hanno accompagnato fino a qui. Ho in progetto un disco esclusivamente composto da strumentali che uscirà il prossimo anno, credo. In futuro vorrei realizzare anche un producer album, chiamando vari artisti che canteranno sulle mie produzioni. Il mio obbiettivo è quello di far conoscere la mia musica il più possibile e di tenere vivo il suono dell’Hip Hop negli anni.

Doseman: Per il momento ho delle collaborazioni, già registrate, che spero vengano presto alla luce. Per quanto riguarda la mia musica da solista, devo mettere un po’ d’ordine alle diverse idee che ho in testa, per poter creare un prodotto valido. (Doseman).

Intervista a cura di La Ele

www.risingtimenews.com

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